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24/04/2013   12  Secondaria 1° grado - Approfondimenti   10  Secondaria 1° grado  

La dimensione sociale del web 2.0

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Le nuove tecnologie racchiudono una forte componente di socialità; strumenti come gli smartphone, i tablet e le console e gli ambienti del web 2.0 con tutti i loro applicativi sono inscritti in una dimensione fortemente sociale che è imprescindibile da ogni uso e consumo degli stessi soprattutto quando i prosumer1 in questione sono i giovani.

Innanzitutto gli ambienti digitali sono caratterizzati da un clima di informalità che favorisce il coinvolgimento dei ragazzi che, con estrema naturalezza, instaurano o ridisegnano le proprie relazioni all’interno di essi e creano occasioni per interagire con gli altri mettendo in gioco la propria personalità, i propri pensieri e saperi, la propria soggettività.

La logica del web 2.0 prevede, come è noto, un forte stimolo all’autorialità, alla creazione di contenuti di diversa natura e forma (da quelli testuali dei blog a quelli visuali e simbolici postati su Youtube e nelle gallery fotografiche).

Il passo successivo è quello della condivisione e della co-costruzione in quanto ogni contenuto postato in rete è messo a disposizione degli utenti che possono “taggare”, commentare, apprezzare (o sdegnare) attraverso votazioni e pollici in alto o in basso, diffondere e condividere con le proprie cerchie di relazioni attraverso i social network.

Anche a livello didattico questa dimensione sociale non va sottovalutata perché non siamo più di fronte solo alla possibilità di «tecnologie della distanza, in virtù delle quali collaborare con soggetti lontani nello spazio, ma tecnologie di gruppo grazie alle quali abilitare al meglio i processi di costruzione collaborativa della conoscenza che avvengono dentro la classe»2.

Grazie alle nuove tecnologie la dimensione gruppale della classe si potenzia e trova nuovi spazi di espressione, la generazione di nuova conoscenza avviene attraverso la co-costruzione e la negoziazione dei significati e viene messa in atto una sorta di osmosi naturale di saperi e competenze che circolano, si arricchiscono grazie ai contributi personali e vengono condivisi da tutti, rafforzandosi proprio grazie a questa condivisione.

Si tratta fondamentalmente della capacità di stimolare e potenziare l’apprendimento sociale, o socializzato3, secondo il quale il ragazzo che apprende diviene un soggetto attivo, coinvolto, responsabile e capace di elaborare attivamente le informazioni e di condividerle attraverso il confronto con il gruppo al quale appartiene e con il quale condivide obiettivi di apprendimento comuni. Gli ambienti digitali non sono centralizzati e gerarchici bensì decentrati, personali e connessi; una didattica basata su di essi è quindi una didattica che riconosce la centralità del soggetto che apprende e non solo come soggetto singolo, ma anche e soprattutto come parte di un gruppo, di una comunità di apprendimento e di pratica.

Pensiamo, ad esempio, a come la dimensione di gruppo accresca il proprio valore e rafforzi il proprio ruolo nel momento in cui vi è un prolungamento di esso nella rete: dal gruppo in presenza al gruppo on line, dalla classe fisica alla classe virtuale.

Il web offre uno spazio ulteriore, che va oltre i confini scolastici reali, in cui gli stessi soggetti che condividono l’aula ogni mattina possono ritrovarsi per approfondire insieme i contenuti delle lezioni appena affrontate, costruirne di nuovi, mettere a disposizione del gruppo le proprie competenze ma anche chiedere aiuto e ricevere sostengo. Un sostegno che non viene dall’alto ma dal basso, dal gruppo dei pari, studenti che mirano a raggiungere i medesimi obiettivi e hanno la possibilità di aiutarsi e collaborare per farlo.

Elena Valdameri


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1 - Il termine prosumer deriva dalla crasi delle parole producer e consumer (produttore e consumatore) e viene utilizzato per riferirsi a coloro che hanno il doppio ruolo di fruitori e creatori di informazioni


2 - P.C. Rivoltella, Simona Ferrari (a cura di), A scuola con i media digitali. Problemi, didattiche, strumenti, Vita e Pensiero, Milano 2010, p.91.

3 - Punto fondamentale della teoria di Vygotskij secondo il quale l’apprendimento significativo viene generato dall’elaborazione attiva delle informazioni che giungono al soggetto, dalla comprensione, confronto, valutazione e interazione di più fonti informative. Ed è meglio se il ragazzo non si trova da solo ad affrontare tale processo, ma è supportato da un gruppo al quale si sente di appartenere e sul quale può contare per essere aiutato a raggiungere obiettivi apprenditivi comuni.

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La versione integrale del contributo è consutabile su SD 15, 15 giugno 2012, pp. 34-38, nell'ambito del dossier "Le nuove tecnologie nella scuola"






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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).