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09/10/2013   15  Secondaria 2° grado - News mondo scuola  

La tragedia della scuola italiana

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Finanziamenti in calo per l'istruzione in Italia

La ricchezza di un Paese non è data dai conti in banca, bensì dalla sua capacità di produrre nuove idee. Anche in ambito storico il pensiero ha tratto l’uomo dalla barbarie e ha consentito di aprire nuovi scenari nelle scienze, nell'arte, nella letteratura, nella matematica,
Ma dove si forma, si tutela e si incrementa la capacità di pensare se non nelle scuole?

Gli investimenti nel processo formativo – dalle scuole primarie fino all’università – costituiscono una priorità strategica per ogni Paese che voglia proiettarsi nel futuro con speranza e creatività.
Ma se si guarda alla condizione complessiva della scuola italiana si rimane negativamente colpiti: assenza di idee da parte dei ministri che si sono succeduti, riforme sbagliate e non in grado di comprendere la natura fondamentale del processo formativo e, last but not least, investimenti ai minimi europei.

In Italia la spesa pubblica per studente (espressa in €) è calata dai 6726,8 € del 2008 ai 6.233,4 del 2010. Di contro in Francia, dal 2008 al 2010, è cresciuta da 7001,5 € a 7.337,4 €; in Germania, dal 2008 al 2009, è cresciuta dai 7.023,9 € ai 7.299,0 € mentre in Spagna, dal 2008 al 2010, è diminuita da 6.992,3 € a 6.865,2 € e negli Stati Uniti, dal 2008 al 2010, è calata da 11.783,2 € a 11.508,7 €.

Sono dati emblematici. L’Italia è il Paese che spende meno di tutti per studente.

La politica si disinteressa della scuola italiana; e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: il Paese più avanzato è quello che investe maggiormente nella formazione dei propri cittadini.

Se i politici si ostinano a non capire, chi lavora nella scuola ha invece il dovere civile di aiutare la società a non dimenticarlo.

Fabio Minazzi






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**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).