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Scuola Materna

Scuola Materna n.1/2013

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Anno nuovo, vita nuova!
Come molti, anche io ho l’abitudine di scandire il calendario in base ai tempi della scuola, per questo motivo sento molto il fermento e la sensazione di nuovo inizio che il mese di settembre porta con sé.
Ogni anno tutti i collaboratori si incontrano per scambiare idee, rifl essioni e proposte. È bello quando in un gruppo di lavoro, pur nelle singole specifi cità, ci si ritrova a convergere, in modo tanto naturale quanto accorato, sugli stessi obiettivi. Quest’anno, abbiamo preso atto che nei racconti che ciascuno riportava ricorreva il tema di un’identità forse non ancora pienamente condivisa né all’interno, né all’esterno e l’attenzione di tutti si è spontaneamente catalizzata sul senso della scuola dell’Infanzia.
Quando si inizia a confrontarsi sui grandi numeri, salta subito all’occhio l’eterogeneità delle modalità didattico-educative adottate nelle diverse realtà scolastiche lungo tutto il territorio nazionale. In modo forse un po’ riduttivo, si potrebbe sintetizzare dicendo che si passa dall’incontrare realtà più coese quanto a visioni, obiettivi e modi, a realtà meno strutturate e compatte nelle quali le differenze generazionali, di esperienza, di formazione, di ruolo non rappresentano una spinta alla crescita, quanto piuttosto una barriera a volte frustrante.
Ci sono sezioni nelle quali si privilegiano l’eterogeneità delle esperienze e la sperimentazione, altre che puntano sui contenuti; sezioni che investono sulla creatività piuttosto che sulla strutturazione delle attività e dei materiali; sezioni nelle quali si deve programmare all’inizio dell’anno e sezioni che invece riprogrammano continuamente di mese in mese; sezioni con modalità più ludiche e realtà nelle quali si strizza talvolta un po’ troppo l’occhio alla scuola Primaria (adozione di libri di testo, quaderni, astucci, fi le di banchi, lavagne, ecc.). Fermo restando che tutte le professionalità che si incontrano a scuola mirano al bene dei bambini (seppur talvolta con livelli di consapevolezza differenti), occorre distinguere tra il valore aggiunto che la ricchezza di pensieri e stili differenti può garantire, in termini
di apertura e crescita, e la centralità del riconoscimento e della valorizzazione di una specifi cità dei modi di imparare e relazionarsi tra i due e i sei anni.
Nella percezione di molte famiglie, questa età è spesso vista come una sorta di fase di gioco e socializzazione, scandito da “simpatiche attività manuali”, in attesa di occupazioni più serie, veramente “scolastiche”. Il fatto stesso che l’accesso e l’uscita dalla scuola dell’Infanzia siano così “flessibili”, ci dice di una diffusa dis-percezione quanto al valore dei suoi obiettivi educativi e dei tempi necessari per realizzarli: servono davvero tre anni o in fondo ne possono bastare due? Nel caso, si potrebbero prolungare a quattro?
Forse davvero il consolidamento di una cultura della scuola dell’Infanzia deve rimanere sempre un obiettivo rispetto al quale non abbassare mai la guardia: bisogna continuare a investire sull’importanza di condividere con le famiglie il signifi cato del POF e della programmazione; spiegare l’articolazione delle Indicazioni Nazionali; ribadire l’importanza di quel lavoro di “valutazione” che non si traduce in voti, ma in osservazione e monitoraggio dei cambiamenti e delle evoluzioni di ogni bambino; parlare delle riunioni di intersezione, degli incontri con gli specialisti e dei corsi di aggiornamento dopo l’orario scolastico che contribuiscono ad arricchire la professionalità delle maestre.
Non volendo fermarsi alle semplici rifl essioni, ma piuttosto accompagnare i lettori nell’impegno di tradurre le parole in fatti, “Scuola Materna” ha deciso di investire sulla valorizzazione del senso della scuola dell’Infanzia, proponendo tante nuove rubriche.
Per incominciare, quest’anno ci concentreremo sul “fare a scuola” a 360°, proponendo una sezione di “Didattica ed esperienze” che oltre ai tradizionali contributi suddivisi per campi d’esperienza, offra proposte per l’inglese, l’educazione alla teatralità, la fi losofi a per i bambini, le attività e tecniche creative, insieme alla documentazione e l’imparare a imparare. La centralità delle scelte delle maestre va rispettata riconoscendo per esempio il diritto di decisione su come impostare il lavoro e su quale spazio dedicare ad ogni singola opportunità (didattica quotidiana o laboratorio), poiché solo chi è in classe conosce le necessità e i tempi dei propri bambini.
La sezione “Mondo scuola” ci aiuterà a respirare una boccata di positività con le testimonianze di successi raggiunti grazie alla costruttiva collaborazione tra maestre, bambini e famiglie (“Si può fare”), per ribadire l’importanza del reciproco sostegno, nel rispetto dei propri ruoli. Sono invece dedicate all’arricchimento della professionalità docente le rubriche sull’osservazione in classe (“Una lente curiosa”), sull’analisi pedagogica delle attività ludiche (“A che gioco giochiamo?”), sulla gestione dello spazio sezione, sugli aggiornamenti dal mondo della ricerca internazionale. Sempre in questa sezione, troveranno per la prima volta spazio una rubrica sulla scuola vista dal punto di vista delle famiglie (“Cronache di scuola”) e una che alternerà la voce di dirigenti e coordinatrici a quella delle maestre (“Professioni di scuola”).
Ogni mese ci sarà un nuovo dossier di approfondimento su temi segnalati o richiesti dai lettori: l’educazione alle scienze, la logopedia e lo sviluppo del linguaggio, l’educazione ambientale, le famiglie separate, ecc. Infi ne, per mettere in risalto e condividere le “buone prassi” e il lavoro realizzato dalle maestre in autonomia o con la supervisione di qualche esperto, molto più spazio verrà dato alla documentazione e alle rifl essioni proposte dai lettori (“Dalle scuole”).
Anche il nostro sito (www.lascuola.it nella sezione “RIVISTE”) si aggiorna con contenuti originali che non ritroverete sulle pagine della rivista, la possibilità di scaricare materiali inerenti le proposte didattiche e tante altre sorprese.
Non mi dilungo oltre e vi lascio scoprire in prima persona tutte le novità, nella speranza che il frutto del nostro impegno, nel suo piccolo, possa aiutarvi ad affrontare al meglio questo nuovo anno. L’invito a tutti è di lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo che la redazione mette nel proprio lavoro e parteciparvi anche in modo più diretto, inviando testimonianze ed esperienze (smat@lascuola.it).
Buon anno e buon lavoro a tutti voi!
Manuela Cantoia
e la redazione di Scuola Materna
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