321

news

  11  Secondaria 1° grado - News mondo scuola  

Scuola = noia?


            "Che si può fare per rendere questa scuola meno noiosa? Aiutatemi, presto!", è l'urlo di Chiara da Milano rivolto all'intero mondo studentesco ("Ragazzi a me: come rendere meno noiosa la scuola") E allora, andando ad aprire con questo stesso paio di chiavi un'altra delle millanta porte di Google, si finisce per essere investiti da uno scirocco di indolenza e noia che - rivela un'indagine condotta su un campione di 1600 alunni - caratterizzerebbe il rapporto degli studenti italiani con la scuola. Cause: materie di studio insopportabili, insegnanti decrepiti, vuoto di nuove tecnologie. Richieste: buona compagnia, indennità di frequenza, tranquillità e divertimento ("La scuola? Uffa che noia. Uno studente su tre la odia") Provocazioni studentesche? Tanto per riderci sopra? No, attenzione! Andiamo ad aprire altre porte. Andiamo a sentire chi si è proposto di riflettere seriamente sul tema: "Il figlio di un mio amico non vuole più andare a scuola. Cosa gli puoi dire? Bel problema. Il figlio di questo mio amico dice: 'So leggere e scrivere, non voglio fare né il medico né l’ingegnere, voglio fare il webmaster. Mi spiegate cosa mi serve andare a scuola?' Questo ragazzo non è contro la conoscenza in sé. Ma le cose che gli serve di sapere per gestire il suo blog nessuna scuola gliele insegna. Lui sa già come manipolare i motori di ricerca e scalare le pagine di Google…" ("La scuola uccide di noia! Jacopo Fo. Il Fatto quotidiano") Al figlio dell'amico, che sa già tutto di ciò che vuole sapere, la scuola non serve a nulla. Insomma, un enorme spreco di denaro pubblico, buono solo ad uccidere di noia l'infanzia, l'adolescenza e la gioventù. E, quasi quasi, a farsi motivo di giustifica quando si siano compiuti atti di vandalismo notturno nelle scuole: "I minori, una volta interrogati, hanno ammesso e chiesto scusa per i fatti dopo aver detto di aver compiuto il raid notturno per noia" ("Devastano scuola per noia. Scuola e Insegnanti") Non sorprende, a questo punto, il rilancio di un vecchio quanto antistorico mito, quello della descolarizzazione: "Noi dobbiamo impegnare le nostre forze per cancellare questa idea di vita asservita alle istituzioni più autoritarie (la scuola) e ai valori più dannosi (lo studio, la disciplina). La vita non può essere al servizio della scuola. Forse potrebbe essere accettata una scuola al servizio della vita. Molto più probabilmente la scuola non ha alcun motivo di esistere" ("Descolarizzazione: la scuola noiosa. Un modello da combattere").
Ma è davvero unico e obbligato un tale percorso che, muovendo dal cartello della noia, conduce al precipizio dell'inefficienza della scuola italiana? Niente affatto. C'è una ragazzina, Cecilia Bartoloni, della classe I^C di una scuola media valdostana che mostra di avere le idee chiare sul cammino da seguire. Certo - scrive Cecilia - è necessario che si modifichi il modello tutto trasmissivo, unidirezionale dell'insegnamento tradizionale: "Se penso alla noia, però, penso anche a quei professori che, a forza di insegnare sempre il solito programma scolastico, sono più annoiati degli alunni. La scuola è noiosa anche per il fatto che il prof spiega e gli alunni ascoltano. Logico: dopo un po' si annoiano perchè i ragazzi preferiscono svolgere delle attività coinvolgenti". Ma, ecco la perla: "Se gli alunni considerassero la scuola come un diritto e non come un dovere sicuramente ci andrebbero più volentieri"("Voci di ragazzi. AA.VV.") Non basta, cioè, che migliorino le tecniche d'insegnamento nella professionalità dei docenti, è necessario che subentri una consapevolezza nel sentire degli alunni. Che il vincolo venga vissuto come risorsa, che il dovere di studiare viri in "diritto" allo studio, emozione per il lascito di un glorioso passato di lotte e di conquiste civili e sociali.
La piccola Cecilia non lo dice, ma noi sappiamo che una tale consapevolezza, un tale antidoto alla noia non può prodursi soltanto all'interno della scuola. Richiede anche l'intervento congiunto e sinergico della famiglia, della politica, dei media. Insomma, una diffusa responsabilità sociale.

Nicola Casaburi





Editrice La Scuola © Tutti i diritti riservati

Informativa sui Cookie*

A-Definizioni
La maggior parte dei siti utilizzano "cookie", vale a dire piccoli file di testo memorizzati sul dispositivo, che permettono di operare sul sito e di raccogliere informazioni riguardanti l'attività online.  Il testo all'interno di un cookie spesso prevede una stringa di numeri e lettere che identificano univocamente il computer dell'utente, ma possono anche contenere altre informazioni.
Per default quasi tutti i browser web sono impostati per accettare automaticamente i cookie.
L’articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 2002/58/CE**, come modificato dalla direttiva 2009/136/CE, prevede l’esenzione dei cookie dall’obbligo del consenso informato se soddisfano uno dei criteri seguenti:
Criterio A: il cookie è utilizzato “al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica”.
Criterio B: il cookie è “strettamente necessari[o] al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio”.

I cookie sono spesso classificati in base alle loro caratteristiche:
1) “cookie di sessione” o “cookie persistenti”;
2) “cookie di terzi”.
Un “cookie di sessione” è un cookie che viene cancellato automaticamente alla chiusura del browser, mentre un “cookie persistente” è un cookie che rimane archiviato nell’apparecchiatura terminale dell’utente fino alla scadenza prestabilita (che può corrispondere a minuti, giorni o più anni nel futuro).
I siti La Scuola utilizzano cookies di terze parti legate al solo monitoraggio del traffico e cookie di sessione unicamente per i servizi erogati a docenti e studenti in relazione ai contenuti scolastici per consentire il riconoscimento degli accessi realmente autorizzati.
Per approfondimenti rimandiamo alla citata direttiva CE**.

B-Controlli del browser per bloccare o cancellare i cookie.
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookie, ma permette di modificare le impostazioni del browser per bloccare i cookie. 
Se si accettano i cookie, è possibile eliminarli successivamente.  Le istruzioni per eliminare i cookie in altri browser sono disponibili in ogni informativa sulla privacy del browser.
Se si cancellano i cookie, le impostazioni e preferenze da questi controllati, comprese le preferenze pubblicitarie, verranno cancellate e potrebbe essere necessario ricrearle.
Alcuni nuovi browser hanno poi introdotto la funzionalità DNT. Molte di queste funzionalità, se attivate, inviano un segnale o una preferenza ai siti Web visitati indicando che non si vuole essere tracciati.

C-Controlli per la cancellazione dai messaggi pubblicitari.
Dato che i cookie possono essere utilizzati per diversi motivi, gli utenti che non vogliono ricevere messaggi pubblicitari mirati a livello comportamentale possono scegliere di accettare i cookie, ma di annullarne un particolare utilizzo. Le società pubblicitarie online hanno sviluppato linee guida e programmi per facilitare la protezione della privacy degli utenti, in cui sono incluse pagine Web che possono essere visitate per rifiutare esplicitamente la ricezione di annunci pubblicitari mirati da tutte le società partecipanti. Queste pagine includono:

  1. Assistenza Consumatori Digital Advertising Alliance (DAA): http://www.aboutads.info/choices/
  2. Pagina di cancellazione Network Advertising Initiative (NAI):http://www.networkadvertising.org/managing/opt_out.asp
  3. In Europa, è anche possibile visitare Your Online Choices: http://www.youronlinechoices.com/

D-Controlli di analisi terze parti.
Come descritto di seguito in dettaglio, molti siti Web e servizi online di e altre compagnie, utilizzano servizi di analisi terze parti con cookie e Web beacon per compilare statistiche aggregate relative all'efficacia delle campagne promozionali o ad altre operazioni del sito Web.  È possibile rifiutare la raccolta o l'utilizzo dei dati da parte dei provider di analisi facendo clic sui seguenti collegamenti:

  1. Omniture (Adobe): http://www.d1.sc.omtrdc.net/optout.html
  2. Nielsen: http://www.nielsen-online.com/corp.jsp?section=leg_prs&nav=1#Optoutchoices
  3. Coremetrics: http://www.coremetrics.com/company/privacy.php#optout
  4. Visible Measures: http://corp.visiblemeasures.com/viewer-settings
  5. Google Analytics: http://tools.google.com/dlpage/gaoptout (richiede l'installazione di un componente aggiuntivo del browser).

______________________
* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).