HOME > UNIVERSITA > NEWS

Nuova didattica

Attivismo

1
text
(a cura di Valentina Prenna)
L'attivismo pedagogico è un approccio educativo nato a fine '800, prevalentemente ad opera del filosofo Americano John Dewey.
Alcuni college progressisti inglesi avevano già proposto di rivedere l'organizzazione, i contenuti e i metodi di una scuola non più rispondente ai bisogni sociali di un mondo in rapida trasformazione, per cercare un maggiore raccordo tra scuola e società (le "scuole nuove" di Cecil Reddie e Haden Badley nel1889).
Nel biennio 1894-1896, Dewey fonda a Chicago una scuola elementare basata sulla concezione di Friedrich Froebel. La nuova pedagogia, secondo Dewey, deve abbandonare ogni contenuto prefissato e mirare al metodo; ciò che realmente conta è promuovere lo sviluppo delle capacità critiche. L'indagine tramite l'esperienza diretta è il metodo. Questi i fondamenti della Scuola Attiva:
  • Puerocentrismo: il bambino è rispettato nella sua dimensione infantile, mentre precedentemente l'educatore doveva rendere il bambino adulto il prima possibile
  • Importanza della psicologia: la pedagogia ripensa i suoi limiti, legandosi alle scoperte della ricerca psicologica riguardo l'apprendimento e lo sviluppo
  • Insegnante come guida: l'insegnante è facilitatore nel processo di scoperta del fanciullo, non più colui che trasmette le conoscenze
  • Legame Interesse/Bisogni: l'educatore personalizza l'insegnamento a seconda degli interessi e dei bisogni del bambino
  • Legame Insegnamento/Vita: la scuola serve per la vita, non deve esserne separata
  • Intelligenza Operativa: l'apprendimento passa attraverso l'esperienza pratica, il bambino va stimolato ad utilizzare la propria intelligenza attraverso dei laboratori.
L'Attivismo pedagogico origina anche dalla ricerca psicologica, la quale riconosce nell'infanzia il periodo formante dell'uomo, che, se traumatico, può generare disturbi indelebili nella vita adulta.
Pertanto, l'infanzia deve svolgersi secondo le sue leggi e la sua misura, senza essere sopraffatta dalle imposizioni dell'adulto. Questa visione pedagogica si fonda su una grande fiducia sulle forze che sostengono dall'interno la crescita dell'uomo, crescita vista sempre in positivo.
Nella pedagogia non direttiva non è necessario che l'educatore diriga la crescita del bambino; al contrario, è necessario sostenere l'autoregolazione e la libera scelta nel percorso educativo del bambino creando contesti educativi e scolastici a sua misura:
  • l' ambiente deve consentire l'azione diretta
  • l'azione del bambino è considerata attività d'indagine e di apprendimento, il gioco stesso è indagine e scoperta della realtà condotta al pari di un piccolo scienziato, dalla formulazione di ipotesi fino alla loro verifica; pertanto, tutta l'attività del bambino va rispettata e aiutata
  • l'azione diretta sulla realtà è vista come bisogno evolutivo del bambino; La mano è l'organo dell'intelligenza (Maria Montessori), i bambini non sono obbligati a star fermi ma sono lasciati liberi di muoversi nell'ambiente, toccando, assaporando, annusando, trasformando le cose.
Da ciò deriva una nuova concezione di scuola: una scuola non convenzionale, eretta sugli interessi dei discenti, non impostata sul nozionismo e sull'ascolto passivo degli insegnanti. Nella scuola non direttiva il bambino è il protagonista attivo del processo educativo, le attività sono facoltative, i bambini autogestiscono la vita della scuola decidendo le regole della vita comune attraverso delle assemblee, in una relazione paritaria con gli insegnanti.
Il movimento Attivista ha avuto ampia diffusione fin dalle origini. In Francia Edmond Demolins creò l'Ecole Des Roches (1898). In Germania, importanti contributi furono portati da Gustav Wyneken e da Georg Kerschensteiner. In Italia l'esperienza delle scuole nuove si tradusse nella "scuola serena", ispirata alla continuità tra scuole e famiglia e fondata sul principio del bambino come "artista spontaneo"; autori importanti furono Maria Boschetti Alberti, Rosa Agazzi, Giuseppina Pizzigoni, Ernesto e Anna Maria Codignola. Maria Montessori scrisse altre importanti pagine della ricerca Attivistica, approdando tra il 1906 e il 1907 all'attività negli asili presso le case popolari romane e alla fondazione della prima "Casa dei Bambini".
Negli Stati Uniti autori importanti furono William H. Kilpatrick, Helen Parkhurst e Carleton W.Washburne. 
In Europa, una sintesi delle istanze Attivistiche espresse nelle scuole nuove si ebbe nel lavoro di Roger Cousinet e Celestin Freinet.

Risorse in rete

http://www.sapere.it/enciclopedia/attivismo.html
http://www.sloweducation.it/educare/pedagogia-attiva-e-pedagogia-non-direttiva
http://www.edurete.org/pd/sele_art.asp?ida=2147
http://www.dubladidattica.it/bien.html
null
null
2

Editrice La Scuola © Tutti i diritti riservati

Informativa sui Cookie*

A-Definizioni
La maggior parte dei siti utilizzano "cookie", vale a dire piccoli file di testo memorizzati sul dispositivo, che permettono di operare sul sito e di raccogliere informazioni riguardanti l'attività online.  Il testo all'interno di un cookie spesso prevede una stringa di numeri e lettere che identificano univocamente il computer dell'utente, ma possono anche contenere altre informazioni.
Per default quasi tutti i browser web sono impostati per accettare automaticamente i cookie.
L’articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 2002/58/CE**, come modificato dalla direttiva 2009/136/CE, prevede l’esenzione dei cookie dall’obbligo del consenso informato se soddisfano uno dei criteri seguenti:
Criterio A: il cookie è utilizzato “al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica”.
Criterio B: il cookie è “strettamente necessari[o] al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio”.

I cookie sono spesso classificati in base alle loro caratteristiche:
1) “cookie di sessione” o “cookie persistenti”;
2) “cookie di terzi”.
Un “cookie di sessione” è un cookie che viene cancellato automaticamente alla chiusura del browser, mentre un “cookie persistente” è un cookie che rimane archiviato nell’apparecchiatura terminale dell’utente fino alla scadenza prestabilita (che può corrispondere a minuti, giorni o più anni nel futuro).
I siti La Scuola utilizzano cookies di terze parti legate al solo monitoraggio del traffico e cookie di sessione unicamente per i servizi erogati a docenti e studenti in relazione ai contenuti scolastici per consentire il riconoscimento degli accessi realmente autorizzati.
Per approfondimenti rimandiamo alla citata direttiva CE**.

B-Controlli del browser per bloccare o cancellare i cookie.
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookie, ma permette di modificare le impostazioni del browser per bloccare i cookie. 
Se si accettano i cookie, è possibile eliminarli successivamente.  Le istruzioni per eliminare i cookie in altri browser sono disponibili in ogni informativa sulla privacy del browser.
Se si cancellano i cookie, le impostazioni e preferenze da questi controllati, comprese le preferenze pubblicitarie, verranno cancellate e potrebbe essere necessario ricrearle.
Alcuni nuovi browser hanno poi introdotto la funzionalità DNT. Molte di queste funzionalità, se attivate, inviano un segnale o una preferenza ai siti Web visitati indicando che non si vuole essere tracciati.

C-Controlli per la cancellazione dai messaggi pubblicitari.
Dato che i cookie possono essere utilizzati per diversi motivi, gli utenti che non vogliono ricevere messaggi pubblicitari mirati a livello comportamentale possono scegliere di accettare i cookie, ma di annullarne un particolare utilizzo. Le società pubblicitarie online hanno sviluppato linee guida e programmi per facilitare la protezione della privacy degli utenti, in cui sono incluse pagine Web che possono essere visitate per rifiutare esplicitamente la ricezione di annunci pubblicitari mirati da tutte le società partecipanti. Queste pagine includono:

  1. Assistenza Consumatori Digital Advertising Alliance (DAA): http://www.aboutads.info/choices/
  2. Pagina di cancellazione Network Advertising Initiative (NAI):http://www.networkadvertising.org/managing/opt_out.asp
  3. In Europa, è anche possibile visitare Your Online Choices: http://www.youronlinechoices.com/

D-Controlli di analisi terze parti.
Come descritto di seguito in dettaglio, molti siti Web e servizi online di e altre compagnie, utilizzano servizi di analisi terze parti con cookie e Web beacon per compilare statistiche aggregate relative all'efficacia delle campagne promozionali o ad altre operazioni del sito Web.  È possibile rifiutare la raccolta o l'utilizzo dei dati da parte dei provider di analisi facendo clic sui seguenti collegamenti:

  1. Omniture (Adobe): http://www.d1.sc.omtrdc.net/optout.html
  2. Nielsen: http://www.nielsen-online.com/corp.jsp?section=leg_prs&nav=1#Optoutchoices
  3. Coremetrics: http://www.coremetrics.com/company/privacy.php#optout
  4. Visible Measures: http://corp.visiblemeasures.com/viewer-settings
  5. Google Analytics: http://tools.google.com/dlpage/gaoptout (richiede l'installazione di un componente aggiuntivo del browser).

______________________
* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).